Fondamentali di SEO

Cos’è la SEO

La SEO è il processo di miglioramento della visibilità che otteniamo quando utenti interessati ai nostri prodotti effettuano ricerche online.

I motori di ricerca vogliono offrire contenuti:

–      Rilevanti

–      Da siti autorevoli

Ai loro utenti, per essere anch’essi autorevoli e quindi aumentare il volume di ricerche online e quindi il pubblico.

Google al momento è sicuramente il motore di ricerca più usato e performante del mondo occidentale. I motori di ricerca sono bravi a creare collegamenti semantici e linguistici.

Cercano l’autorevolezza di un sito:

–      Seguendo i backlink di altri siti che puntano al nostro

–      Seguendo il sentiment: cosa dicono le persone del nostro prodotto, con le recensioni

Oggi i motori di ricerca hanno snippet, video, mappe ecc. che permettono alle persone di non entrare neanche nelle pagine per alcune ricerche.

La ricerca delle keyword per la nostra strategia SEO

Ci sono tre caratteristiche specifiche di una keyword che vogliamo misurare quando creiamo il piano delle ricerche SEO:

  • Volume
  • Rilevanza
  • Keyword Difficulty
  1. Prima di tutto, vediamo come cercano i potenziali clienti i nostri prodotti e servizi, osservando le ricerche più frequenti online.

Alcune domande chiave: quali prodotti e servizi vendi? Scrivi dal punto di vista del cliente. Noi spieghiamo i nostri prodotti e servizi in modo molto diverso.

  1. Analizziamo il volume.

Osserviamo quante volte una keyword viene utilizzata, rispetto alla concorrenza. Possiamo usare le keyword a coda lunga per vincere nell’ottimizzazione SEO, perché di solito sono molto più rilevanti, con meno volume e meno concorrenza.

  1. Raggruppa le keyword: categorizzazione delle keyword.

Ad esempio creiamo gruppi su “SEO” oppure “copywriting”, per categorizzare le keyword.

Strumenti per la ricerca SEO

Alcuni strumenti fondamentali per la ricerca SEO sono: Moz Keyword ed Explorer Tool Google Trends.

I keyword attributes per la ricerca SEO

Quando cerchiamo delle keyword, dobbiamo considerare diversi fattori:

  • Rilevanza – la keyword riflette in modo accurato il prodotto o il servizio che offri? Esplora le modalità e gli intenti di ricerca dei clienti. Se volessi comprare un’auto usata, non inseriresti solo: AUTOMOBILE nel motore di ricerca, ma inseriresti qualcosa di molto più specifico (una keyword a coda lunga), come ad esempio: Volvo XC 40 usata a benzina.
  • Volumi di ricerca – il numero di ricerche per una keyword specifica ogni mese.  Ricerchiamo potenziali volumi di ricerca per alcune parole chiave con strumenti come:

–       Moz Keyword Explorer

–       Wordstream

–       Ahrefs Keywords Explorer

–       SEMRush Keyword Magic Tool

–       Concorrenza o Keyword Difficulty

Possiamo anche misurare quanto le aziende spendono per una determinata keyword nelle campagne pubblicitarie online per comprendere quanto può essere importante quella determinata parola chiave.

Con Google Keyword Planner possiamo sapere qual è la concorrenza per ogni parola chiave.

Solitamente la ricerca delle keyword deve partire da keyword con coda lunga, vale a dire keyword molto specifiche con basso volume di ricerca ma anche bassa competitività. In questo modo riusciamo ad essere visibili molto più velocemente e le ricerche saranno, certo molto inferiori, ma anche molto rilevanti.

Man mano che proseguiamo nei nostri sforzi di ranking sui motori di ricerca, possiamo lavorare anche su keyword più competitive.

Keyword distribution

La keyword distribution è l’assegnazione di keyword sulle pagine del tuo sito.

Per ottimizzare una pagina, dobbiamo prima sapere per quale keyword vogliamo lavorare. Una volta che abbiamo raccolto le keyword per cui vogliamo ottimizzare il sito, possiamo mappare la distribuzione di tali termini di ricerca sul sito.

Nel foglio sulla keyword distribution, prima di tutto inseriamo tutte le pagine del sito, compresa la Home Page.

Nel file inseriamo: 

–       Tipi di prodotti

–       Keyword

–       URL

–       Titoli (con contatore dei 65 caratteri)

–       Meta description (con contatore dei 165 caratteri)

–       Titoli H1

I motori di ricerca vogliono vedere informazioni uniche per ogni pagina – elencare le pagine ci permette di evitare duplicazioni.   Con questo tipo di elenco troviamo le keyword più adeguate per ogni pagina.

Come valutare le keyword

Una volta che cominciamo ad utilizzare le keyword per i nostri Ads e per l’ottimizzazione SEO possiamo veramente comprendere quali keyword sono veramente efficaci.

Alcune keyword con alti volumi di ricerca possono nascondere un intento di ricerca diverso da quello che immaginavamo: ad esempio, potremmo scoprire che molte persone cercano: Frigorifero doppia porta americano.

E pensare che questo tipo di frigoriferi, di solito molto costosi, siamo molto richiesti, per poi scoprire che in realtà la stragrande maggioranza delle ricerche è di tipo informativo: le persone vedono questo tipo di frigoriferi nelle serie TV in America e per curiosità guardano il costo, la struttura, le funzioni su un sito italiano, ma pochissimi hanno poi veramente intenzione di comprarlo.

Lavorare su questo tipo di keyword quindi può essere dunque inutile, almeno per scopi commerciali.

Per raccogliere dati velocemente sulle keyword, possiamo testarle con campagne pubblicitarie a pagamento. Anche se il comportamento delle keyword a pagamento è leggermente diverso, è comunque un buon indicatore della loro performance.

Con Google Analytics e Google Search Console possiamo vedere quali queries sono migliori.

Come ottimizzare i contenuti del sito web per le keyword

Quando parliamo di un contenuto particolare di una pagina, dobbiamo essere chiari.

Se scegliamo una pagina che parla del trekking in Trentino e ci troviamo su una pagina che parla degli hotel, dei ristoranti, della cucina tipica, del territorio e dei mercatini di Natale, anche se ogni tanto il trekking in Trentino viene menzionato, l’utente rimane deluso perché le informazioni non sono chiare.

Anche i link interni sono importanti, perché permettono agli utenti di trovare immediatamente quello che cercano.

Il sito può essere ottimizzato per facilitare la ricerca dei motori di ricerca e degli utenti.

Ottimizzazione delle url di un sito web

Il primo aspetto da considerare è l’URL di una pagina, che deve essere chiara ed avere una struttura che rispetti le preferenze dei motori di ricerca.

Vediamo un esempio:  https://www.adidas.it/scarpe-superstar-donna 

Questo URL è molto diretto: c’è un solo passaggio dalla home page, al prodotto ricercato dall’utente, che viene descritto in modo semplice e diretto direttamente nell’URL .

L’URL dovrebbe contenere la keyword di ricerca. 

Quindi se la ricerca di un utente è:  fotocamera impermeabile per sub, l’URL potrebbe essere: https://fotografiachepassione.eu/fotocamera-impermeabile-per-sub

Poi possiamo lavorare su: 

–       Meta titles sono i titoli che poi appaiono sul motore di ricerca.

–       Meta descriptions – possono aiutare il click-through rate, se ben strutturate.

–       Titolo H1 – sono i titoli principali della pagina, che servono anche per l’ottimizzazione dei contenuti web di un sito

Nel testo principale, è possibile avere anche sinonimi e parole correlate.

Se stiamo parlando di viaggio, è possibile che parole come “valigia”, “aereo”, “hotel” facciano parte dell’argomento e favoriscano l’ottimizzazione della pagina da parte del motore di ricerca, perché riescono a mappare le relazioni semantiche e tematiche in un testo e giudicarne la rilevanza rispetto alla ricerca degli utenti e alla keyword principale.

Anche le immagini possono essere ottimizzate: in particolare, è possibile ottimizzare il source file name (che corrisponde all’URL dell’immagine). L’alt text invece rappresenta una descrizione dell’immagine.

È quindi importante non mettere un titolo all’immagine che non abbia senso nel contesto, come ad esempio “immagine1” oppure “immaginehotel”.

Dobbiamo anche in questo caso riprendere le keyword della pagina, per permette al motore di ricerca di catalogare in modo adeguato anche l’immagine.

Per aiutare i motori di ricerca, è sempre opportuno affiancare a foto, video o file audio, un testo esplicativo o addirittura la trascrizione di quello che viene detto per video e audio. In questo modo il motore di ricerca comprende di cosa si tratta.

Un altro modo per ottimizzare i contenuti è quello di usare dati strutturali, un formato standardizzato di contenuti che offrono informazioni specifiche ai motori di ricerca.

Fonte: https://developers.google.com/search/docs/guides/intro-structured-data

Con schema.org, è possibile lavorare su dati JSON-LD, un metodo per codificare dati linkati.

Una volta arricchito il testo di un video o una foto con descrizioni che possono ottimizzare quel contenuto, testiamolo per assicurarci che non ci siano errori, con il testing tool per i dati strutturali di Google.

Possiamo anche analizzare l’ottimizzazione di singole pagine, per verificare che il lavoro sia fatto bene, con strumenti con l’On-Page Grader di Moz.

Come fanno i motori di ricerca a scoprire nuovi contenuti

Per assicurarsi che i motori di ricerca trovino i nostri contenuti facilmente, possiamo utilizzare diverse strategie. I motori di ricerca seguono link ai contenuti. Possiamo quindi creare una sitemap in HTML che mostra la struttura del nostro sito.

Per facilitare i motori di ricerca, possiamo anche creare una sitemap XML, un diverso tipo di meta-linguaggio.

Per avere maggiori informazioni sulla struttura delle sitemap, vai su www.sitemaps.org.

L’uso delle url per i motori di ricerca

Ogni URL deve essere diversa dalle altre e ben strutturata per facilitare i crawler dei motori di ricerca e quindi ottimizzare la pagina per keyword o topic specifici.

A volte le pagine del nostro sito possono introdurre URL con solo piccole variazioni per lo stesso contenuto, duplicando le URL nell’indice del motore di ricerca. Questo viene fatto per l’utilizzo di parametri delle URL, che rappresentano dati aggiunti alla fine di una URL. Il problema è che i motori di ricerca non possono sapere esattamente quali sono i parametri delle URL importanti e quali invece non lo sono.

A volte il motore di ricerca commette un errore nella valutazione, oppure potrebbe indicizzare due URL per lo stesso contenuto, il che significa che: 

–       Da una parte, stiamo “gareggiando” con noi stessi in termini di indicizzazione, il che potrebbe ridurre la visibilità del nostro contenuto;

–       Dall’altra, il motore di ricerca potrebbe cercare contenuti più “puliti” e chiari da siti concorrenti ed ignorare il nostro, o comunque ridurne la visibilità.

Per risolvere questo problema, possiamo utilizzare il metatag: rel=“canonical”. Questo metatag rappresenta un’istruzione per il motore di ricerca che dice di indicizzare questa URL per un contenuto e non altre URL simili.

Un altro modo per dire ai motori di ricerca quali parametri ignorare è quello di farlo direttamente su Google Search Console.

Un altro metodo per eliminare la confusione nel sito web, quando stiamo spostando il contenuto da una pagina all’altra, è quello di dare delle regole di “redirect”. In questo modo il motore di ricerca non rischia di indicizzare la vecchia URL in cui era presente il contenuto e la nuova URL allo stesso tempo.

Due redirect da imparare a utilizzare sono:

  1.  Il temporary redirect – 302 – solo quando vuoi mostrare una pagina diversa da quella solita, per un tempo limitato (ad esempio, quando stai lavorando sul tuo sito e ridirezioni le ricerche al tuo sito su una pagina di manutenzione o un Landing Page diversa).
  2. Il permanent redirect– 301 – in questo caso stiamo dicendo al motore di ricerca di ottimizzare la nuova URL, applicando tutto il contenuto che esisteva nella vecchia URL.

I micro-formati per l’indicizzazione web

In alcuni casi, come ad esempio nelle recensioni di un prodotto, oppure nella descrizione tecnica di un prodotto, potremmo dovere aiutare il motore di ricerca ad ordinare l’indicizzazione e comprendere meglio la sintassi della pagina. Per farlo, possiamo usare i microdati di schema.org, che aiutano a trovare contenuti specifici sulla paginadel sito.

I microdati possono anche mostrare al motore di ricerca alcuni attributi particolari del contenuto presente nella pagina.

Possiamo dire al motore di ricerca che alcuni dati che trova durante la ricerca fanno rifermento a un film (Avatar, nell’esempio di schema.org, potrebbe avere anche altri significati e in questo modo aiutiamo il motore.

Che server usare per migliorare l’inidicizzazione sui motori di ricerca

Il motore di ricerca vuole dare l’esperienza migliore possibile agli utenti e la velocità di caricamento di un sito è importante.

8 secondi – la soglia di attenzione di un utente medio, un secondo in meno rispetto a un pesce rosso.

La soglia di attenzione degli utenti si è ridotta negli ultimi anni, a causa del bombardamento continuo di informazioni e stimoli a cui siamo sottoposti. Per questo motivo, le persone concedono pochi secondi a un sito. Se il server su cui abbiamo ospitato il sito carica dopo 6 secondi, le statistiche dicono che abbiamo perso l’utente.

La posizione del server è importante: a seconda di dove è localizzato, questo potrebbe avere un effetto sulle performance e la velocità del server. Inoltre per il caricamento di file molto pesanti, come video o immagini, possiamo supportare il nostro server tramite CDN – Content Delivery Network.

Un altro metodo per velocizzare il caricamento di un sito web è utilizzare le cache, che sono delle ripartizioni di memoria specifiche che permettono di soddisfare le richieste dell’utente in maniera molto veloce.

In sostanza, grazie alle cache il sito web non deve caricare ogni volta, ad esempio, la pagina di un prodotto, ma può “salvare” tale pagina ed aprirla velocemente. Per i siti WordPress è possibile scaricare plug-in con cache per il nostro sito.

Se il tuo sito ha ancora un protocollo http, è tempo di cambiarlo: Google e altri motori di ricerca adesso preferiscono protocolli sicuri.

Occorre quindi passare da un protocollo http a un protocollo https.

La produzione di contenuti per l’ottimizzazione SEO

È ormai un dato di fatto: le aziende devono diventare media company per produrre contenuti che permettono loro di costruire un posizionamento online efficace sia dal punto di vista della brand awareness, che dell’ottimizzazione SEO.

I contenuti che pubblichi devono:

–      Rispondere alle domande più comuni che fanno i tuoi potenziali clienti;

–      Mostrare la differenza tra te e i tuoi concorrenti;

–      Invogliare le persone a comprare i tuoi prodotti, perché i contenuti gratuiti che pubblichi sono di altissima qualità.

Per questo motivo, devi seguire un percorso di creazione di contenuti che sia rilevante sia a livello di Authority, che di ottimizzazione SEO.

Come preparare un piano di Content Marketing

Prima di iniziare a scrivere, dobbiamo sapere a chi stiamo scrivendo.

Viviamo il nostro mercato attraverso gli occhi dei consumatori. Come facciamo? Ecco alcuni modi per ascoltare con cura quello che dicono i nostri potenziali clienti e come possiamo essere utili a loro grazie alla creazione di contenuti di valore.

Uno strumento interessante per iniziare a sondare il tipo di persone a cui vogliamo parlare è il Google consumer barometer report.

Tramite questo strumento puoi definire diversi pubblici e comprendere come usano le tecnologie e gli strumenti a disposizione, come interagiscono con i contenuti e molto altro.

Tramite gli insight, ricevi notifiche e news sul mondo digital, sui nuovi trend e i comportamenti dei consumatori.

Puoi esplorare i trend, sia per trovare keyword che potrebbero avere un buon traffico in futuro, sia per osservare cosa sta succedendo nel mercato e quali potrebbero essere nuove opportunità per il futuro.

In questo modo puoi identificare:

–      Quali sono gli argomenti più seguiti e ricercati al momento – contenuti freschi sono importanti per il posizionamento e soprattutto per la rilevanza e i volumi di ricerca a breve termine;

–      Quali sono gli argomenti evergreen, quelli che gli utenti ricercano sempre – in questo modo puoi approfondire quelli che ti competono e offrire una prospettiva nuova, oppure un contenuto molto più dettagliato e aggiornato rispetto alla concorrenza;

–      Quali sono i gap a livello di contenuto – ci sono ricerche online che oggi non vengono soddisfatte e che potrebbero portarti ad essere un thought leader di settore, o di una nicchia nel tuo settore, incrementando le conversioni e le vendite?

I vari tipi di contenuto per la tua strategia SEO

L’ottimizzazione per i motori di ricerca passa dal testo: i motori di ricerca non possono leggere un’immagine, ma solo i titoli, i metatag e le descrizioni che leghiamo a tali immagini.

Non possono neanche leggere un video, dobbiamo offrire una descrizione del contenuto per potere essere posizionati.

Allo stesso tempo, le persone consumano contenuti su diversi formati: c’è chi preferisce i video, chi ama i podcast e chi invece vuole leggere. Inoltre, la stessa persona potrebbe ricercare formati diversi a seconda del momento: alla mattina, per andare al lavoro, la persona potrebbe ascoltare un podcast, per poi leggere un articolo approfondito una volta che si trova davanti a un computer.

Esplora la possibilità di produrre contenuti in diversi formati:

  • articoli
  • immagini
  • ebook
  • slides
  • PDF
  • caroselli
  • video
  • infografiche
  • podcast

I video possono essere indicizzati sui motori di ricerca. YouTube, ad esempio, ci permette di inserire titoli, descrizioni e metadati che permettono anche ai video di essere ottimizzati e di posizionarsi online.

Quando produci contenuti come immagini, PDF, podcast, video, pensa sempre anche dal punto di vista della SEO e chiediti: come possono indicizzare questi contenuti perché siano posizionabili online e quindi facilmente trovati online?

Quali  tipi di contenuti puoi creare?

Oltre agli strumenti già descritti, utilizza Keywords Everywhere per controllare in tempo reale l’opportunità di scrivere contenuti su keyword particolari che potresti non avere considerato.

Osserva pagine del tuo settore e competitor online, soprattutto sui social media, per vedere su quali argomenti potresti scrivere e soprattutto quali argomenti interessano di più agli utenti e quali domande pongono.

Chiedi ai tuoi clienti una recensione approfondita, una testimonianza dei tuoi prodotti e servizi. Questo potrebbe essere interessante sia ai fini SEO, che ai fini di autorevolezza.

Come usare il calendario per il posizionamento SEO

Il calendario editoriale è fondamentale per dare coerenza alla programmazione dei contenuti.

In questo caso vediamo come utilizzare il calendario editoriale con un focus sull’ottimizzazione SEO e le keyword.

Il calendario è una programmazione di contenuti. Definiamo quindi con che frequenza pubblichiamo contenuti online, chi pubblicherà e su quali canali. Allo stesso tempo, possiamo concentrarci sulle keyword su cui lavorare, quelle da introdurre, quelle da “potenziare” e forse anche quelle su cui non concentrarsi più.

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